In nomomine domini amen. Hoc est inventarium rerum masseritiarum, balistarum, arnensium sive munitionum comunis Perusii, factum per providos et discretos viros Theum magistri Angeli porte Sancti Petri et Paulinum Nucoli porte Sancti Angeli, cives perusinos offitiales comunis Perusii super massaritiis et arnensibus comunis Perusii et super fonte plathee et manutemptione palatiorum et campanarum, residua ab aministratione dicti eorum offitii finendi die ultimo mensis Ianuarii anni domini Millesimo CCCLXXXXVII et consignatum per ipsos Theum et Paulinum providis viris Nicolao Marinutii porte Solis et Andree ser Angeli porte Eburnee, novis offitialis dicti comunis, extractis et publicatis de sacchulo dicti comunis, scriptum et publicatum per me Honofrium ser Ranutii notarium infrascriptum sub dicto Millesimo CCCLXXXXVII die ultima mensis Ianuarii. Quas res, massaritias, balistas, arnesia sive munitiones, dicti Nicolaus et Andreas, offitiales novi nomine comunis Perusii, fuerunt confessi et contenti in presentia Dionixii Fatii porte Solis et Udorigi domini Morandini porte Sancti Angeli [...][1] habuisse et recepisse et penes se habere de quibus fecerunt eisdem Theo et Paulino finem et refutationem, ut inferius particulariter declaratur. Et sicut hec videlicet.

In primis in palatio habitationis dominorum priorum Artium





































































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I riferimenti a questa sala si trovano in M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23 e IDEM, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.279. In assenza di altre informazioni i confini nord ed est della stanza sono stati tracciati seguendo la muratura oggi esistente.

















































































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E' l'attuale sala del consiglio comunale detta anticamente del Malconsiglio. Ce lo suggeriscono le quattro finestre (tante quante ve ne sono oggi) nell'inventario del 1397 e la denominazione stessa “Sala inferior”, in relazione alle informazioni certe sulla disposizione delle stanze all'interno del palazzo (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23 e IDEM, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.279).





































































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Questa stanza è la grande sala d'ingresso alla Galleria nazionale dell'Umbria (cfr M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23 e IDEM, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag. 279.). Leggendo il contenuto della stanza sull' inventario del 1397 si può notare che una delle quattro pareti è un tramezzo. La posizione di quest'ultimo è quasi sicuramente verso est, perché la sala adiacente (denominata sala propiqua predicte, inventario 1397) aveva delle finestre verso la piazza (l'attuale corso Vannucci). In assenza di altre informazioni non possibile determinare con certezza la posizione del tramezzo.





































































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Questa stanza è la sala adiacente alla sala “superior”, probabilmente al di là del tramezzo segnalato in quest'ultima (inventario del 1397). Nella descrizione della stanza si notino le tre finestre verso la piazza. Dall'inventario del 1398 si apprende che questa stanza è adiacente all' “audientia capelle” e collegata ad una scala con la “camera sita supra cancellaria” (M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.147-148), cioè le due stanze del ballatoio che sovrasta l'attuale via dei Priori.





































































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Sappiamo che la cancelleria è ubicata in due luoghi, uno al piano superiore e uno al piano inferiore, collegati da una scala (cfr. C.CUTINI, Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.189). La parte inferiore è quasi sicuramente la “camera sita supra cancellariam” (anche se la denominazione sembra affermare il contrario, cfr. Inventario del 1397). Quella che stiamo descrivendo è la parte superiore e si trova, secondo quanto suggerisce Maria Rita Silvestrelli (M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.108) nel ballatoio su via dei Priori, nel piano ammezzato. Si noti nell'inventario del 1397 la finestra verso la piazza e l' “oriolum”. Ancora oggi un grande orologio è presente in questa stanza.





































































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La stanza definita anticappella è situata in una delle stanze del ballatoio che sovrasta via dei Priori. (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F. MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 32 e IDEM, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag. 280.).





































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni dell'Italia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni delliItalia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni delliItalia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Clara Cutini (Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.188) ipotizza che la cancelleria del palazzo dei priori si trovasse alla fine del Trecento nella zona attorno alla torre di Cola Servitori Passeri. Dopo l'analisi degli inventari condotta per la realizzazione delle piante in questo sito, gli elementi che confermano questa ipotesi e che hanno portato alla localizzazione di questa stanza sono:

  • La denominazione data dal compilatore dell'inventario a questa stanza "camera sita supra cancellariam" (Inventario del 1397), che deriva probabilmente dal trovarsi "supra" lo “Studium olim cancellarii absque hostio fulcitum et asseratum cum vitreo in exetra" (Ibid.). Quest'ultimo è forse il vano interrato che tuttora esiste, collegato da alcuni scalini alla stanza oggi ufficio del presidente del consiglio comunale, che si trova sul ballatoio che sovrasta via dei Priori. (Figura 1, lettera D)
  • Ci sono tre finestre. Una potrebbe essere quella che da sull'attuale corso Vannucci (lettera A) e le altre due (lettere B e C, che oggi sono delle porte, cfr. sempre la figura 1) in corrispondenza di quelle della camera superiore, la cappella dei priori ( F.MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.280). Oltre questa parete, alla fine del Trecento, le fonti registrano un chiostro (cfr. ASCP, serie Inventari, n°16, c.104v, Inventario del 1399).
  • “L'intermedio superiore” di cui si parla nell'inventario del 1397 potrebbe essere la stanzetta (ancora presente) a cui conducono le scale segnate con la lettera F (fig.1).
  • Sempre nell'inventario del 1397 si parla di scale che vanno alla cucina. Si suppone che si tratti delle scale a chiocciola che dovevano trovarsi nel punto segnato con la lettera E. Scale che tuttora esistono solo nei piani superiori. Una prova del fatto che prima arrivassero fino al piano terra è data da una porta (ora murata ma presente al momento della pubblicazione del libro di Mancini, visibile dalla figura 2, lettera A) che conduceva all'esterno del palazzo. Si pensa che l'autore di questo inventario abbia confuso (o assimilato) la cucina alla dispensa (cella), poiché nell'inventario del 1398 (M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003 pag. 144) c'è scritto chiaramente che dalla cella partivano delle scale verso la stanza di cui si sta trattando.







































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Non si è riusciti a localizzare questa stanza. Sappiamo che alla fine del Quattrocento si trova nell'attuale stanza dell'orologio. (cfr. F.MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.289). Una descrizione del contenuto di questa stanza alla metà del Quattrocento si trova in R.STACCINI,Vivere da Priori. Inventari dell’argenteria del Comune di Perugia (secolo XV), in "Bollettino della Deputazione di Storia patria per l'Umbria", 2004, CI. Per esclusione, comunque, si è ipotizzato che si trovasse nel piano ammezzato, nel vano che si trova sotto la cappella dei priori, cioè una delle stanze che componevano probabilmente la casa-torre di Cola Servitori Passeri.




































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr. F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni delliItalia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.





































































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Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.


















































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni delliItalia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.


















































































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Le camere da letto dei Priori e probabilmente quella dei “donzelli” dei priori si trovavano dove oggi ci sono le Sale riunioni del Comune di Perugia (Cfr F. MANCINI, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.279). Dalla bibliografia (cfr. anche M.R. SILVESTRELLI, L'edilizia pubblica del comune di Perugia: dal “palatium comunis” al “palatium novum populi”, in Società e istituzioni delliItalia comunale: l'esempio di Perugia (secoli XII - XIV), Atti del congresso storico internazionale (Perugia, 6 – 9 novembre 1985), II, Perugia, 1988, pag. 513) si sa inoltre che la decorazione che è ancora presente in queste sale si è conservata dal Trecento. Supponendo che anche gli elementi architettonici a forma di arco ancora presenti nelle stesse sale fossero anch'essi originari del Trecento e segnassero i muri delle stanze dei priori, si può concludere che ognuna delle stanze dei priori era larga in media circa tre metri.
Nell'inventario del 1397 vengono indicate quattordici camere da letto in quest'ordine:

  • camera dei “donzelli” dei priori
  • camere dalla A alla G
  • camera del cancelliere
  • camera del notaio
  • camere dalla H alla L (la camera H è per i domestici)

Poiché la camera del cancelliere si trovava quasi sicuramente sul ballatoio via dei Priori, si ipotizza che nella porzione rettangolare del palazzo a nord del ballatoio dovessero trovarsi dodici camere da letto (sei per ogni lato) e la sala del malconsiglio (la camera del notaio è difficilmente rintracciabile). Sei stanze devono occupare circa venti metri. Per questo si suppone che la sala del consiglio fosse più piccola di come è oggi, come si può osservare sulla pianta del piano realizzata. Altre fonti dovrebbero confermare questa ipotesi.


















































































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Nell'inventario del 1398 ( M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.144) c'è scritto che dalla cella partivano delle scale verso la “camera sita supra cancellariam”. Quindi questa dispensa deve necessariamente trovarsi a poca distanza da essa, sebbene su due piani differenti. Si suppone dunque che questa stanza si trovasse sopra le camere dei priori di cui si è ipotizzato l'abbattimento per allargare la sala del Malconsiglio, di fronte alla mensa dei priori e, come naturale, adiacente alla cucina.





































































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Non essendoci alcun riferimento per localizzare questa stanza si è fatta coincidere con un ambiente oggi presente accanto alla mensa dei priori.





































































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Non essendoci elementi per localizzare questa stanza si è ipotizzato che potesse coincidere con il locale che ospita oggi il corpo di guardia dei vigili urbani, accanto al portale principale del palazzo.





































































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Vai al testo "Una 'fotografia' del palazzo dei priori nel 1397"

Ad parietes palatii dominorum

  • Una lumeria[12] magna de ferro ad exetras superiores
  • Una lumeria mezzana de ferro ad exetras inferiores
  • Due lumerie de ferro ad angulum inferiorem




































































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Lo localizzazione di questa stanza, detta oggi Cappella dei priori, è fornita da M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 25 e IDEM, La residenza dei priori: uso e decorazioni dello spazio interno dal XIV al XVIII secolo, in IDEM a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.280.





































































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Non essendoci elementi per localizzare questa stanza si è fatta coincidere con il locale che si trovava al piano terra, in corrispondenza della casa-torre di Cola Servitori Passeri.





































































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Vai al testo "Una 'fotografia' del palazzo dei priori nel 1397"

In loco inferiori palatii dominorum priorum habitationis capitanei custodie dicti palatii





































































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Secondo le informazioni ricavate dall'inventario del 1397 l'appartamento del Capitano sulla custodia si trovava nell'androne d'ingresso del palazzo dei priori. Non essendoci altri riferimenti, la posizione di questa stanza e delle altre che compongono l'appartamento è stata definita come si può osservare sulla pianta realizzata.





































































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Secondo le informazioni ricavate dall'inventario del 1397 l'appartamento del Capitano sulla custodia si trovava nell'androne d'ingresso del palazzo dei priori. Non essendoci altri riferimenti, la posizione di questa stanza e delle altre che compongono l'appartamento è stata definita come si può osservare sulla pianta realizzata.





































































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Secondo le informazioni ricavate dall'inventario del 1397 l'appartamento del Capitano sulla custodia si trovava nell'androne d'ingresso del palazzo dei priori. Non essendoci altri riferimenti, la posizione di questa stanza e delle altre che compongono l'appartamento è stata definita come si può osservare sulla pianta realizzata.





































































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Secondo le informazioni ricavate dall'inventario del 1397 l'appartamento del Capitano sulla custodia si trovava nell'androne d'ingresso del palazzo dei priori. Non essendoci altri riferimenti la posizione di questa stanza e delle altre che compongono l'appartamento è stata definita come si può osservare sulla pianta realizzata. Una piccola informazione che ci lascia la descrizione della camera del capitano è che questo insieme di stanze confinasse con un vano d'ingresso dell'intero palazzo, verosimilmente verso il grande portale sull'attuale corso Vannucci (“Una porta verso l'ingresso del palazzo con anelli di ferro”, inventario del 1397).





































































Res reperte et consignate in palatio populi olim habitationis domini capitanei





































































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Per la localizzazione di questa stanza si è riflettuto sui seguenti elementi:

  • E' collegata da una rampa di scale alla camera denominata “Nella camera posta in capo alle dette scale”
  • Se la stanza è “In mezzo alle scale inferiori” è possibile che vi fosse una terza stanza in fondo alle stesse scale
  • Ha una sola finestra, come quella che si trova al piano di sopra

Si ipotizza che vi fossero tre stanze sovrapposte l'una all'altra e che esse corrispondessero all'antica casa accanto alla torre di madonna Dialdiana (cfr. S.BALZANI, Il palazzo e la torre di madonna Dialdana, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.13). La stanza di cui si sta trattando è forse quella indicata con la lettera m nella figura 1.





































































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Per la localizzazione di questa stanza si è riflettuto sui seguenti elementi:

  • E' collegata da una rampa di scale alla camera denominata “Nella camera posta in mezzo alle scale inferiori”
  • E' possibile che vi fosse una terza stanza in fondo alle stesse scale, oltre a quella posta in mezzo.
  • Ha una sola finestra, come quella che si trova al piano di sotto
  • Si ipotizza che vi fossero tre stanze sovrapposte l'una all'altra e che esse corrispondessero all'antica casa accanto alla torre di madonna Dialdana (cfr cfr. S.BALZANI, Il palazzo e la torre di madonna Dialdana, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.13). La stanza di cui si sta trattando è forse quella indicata con la lettera o nella figura 1.





































































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Dalla bibliografia (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 19-20 ) si sa che le uniche sale di grandi dimensioni (si noti nella fonte l'aggettivo “magna”) del complesso di edifici anticamente denominato Palazzo del capitano del popolo erano l'attuale sala Podiani e l'attuale sala dei Notari, sovrapposte l'una all'altra. L'indicazione “superior” nell'inventario lascia pochi dubbi sull'ubicazione di questa stanza nel luogo dove oggi si trova la sala Podiani. A conferma di quanto si afferma si possono notare le finestre poste "intorno" alla piazza. E' probabile comunque che i lavori del '500 per la costruzione delle scale di accesso al palazzo abbiano fatto modificare la posizione della parete meridionale di questa sala.




































































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Si noti la finestra verso il chiostro nella descrizione di questa stanza (Inventario del 1397). Questa informazione fa pensare che molto probabilmente si tratta di una delle sale interne del complesso sorto a partire dal 1333 dove prima vi era la chiesa di S. Severo. Si noti la porta per la cameretta, che potrebbe essere la “camorecta propter turris” citata alla carta 102v (ASCP, serie Inventari, n°16) dell'inventario del 1399 (lettera A, figura 1,). Ci sono inoltre delle scale che portano alla cucina (citata sempre nella carta 102v, ivi). Si è ipotizzato che questa sala si trovasse all'ultimo piano perchè:

  • “Una scala di tre gradini per la quale si va dalla sale alle camere” potrebbe indicarci che si trovi sullo stesso piano della camera del capitano del popolo, segnata con la lettera h nella figura 2 (tre gradini sono troppo pochi per un cambio di piano). Nei piani inferiori non ci sono vani che possano essere stati definiti “camere”. Ci sono l'armarium del comune (cfr. C.CUTINI, Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag.186) e la stanza “masseritiarum supra armarium” (Inventario del 1398, M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003 , pag.151). Inoltre la descrizione di questa stanza compare proprio prima della camera del capitano (Inventario del 1397).
  • non ha finestre a parte quella verso il chiostro. Nella figura 2 si vede che le tre stanze sottostanti hanno una grande finestra centrale verso l'attuale via della Gabbia. Anche nella stanza individuata ci sono due finestre, ma, essendo diverse, potrebbero essere state ricavate in un'epoca posteriore



























Figura 1 Torna al testo


































































































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La finestra verso la piazza è un' importantissima informazione per la localizzazione di questa stanza. Non essendoci elementi che lascino supporre che questa stanza si trovasse nel luogo dove oggi c'è la sala Podiani (rivolta per due lati verso la “piazza”) si può affermare che questo vano si trovasse nella porzione del palazzo anticamente occupato dalla chiesa di S. Severo (cfr M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23). In questa zona oggi ci sono varie stanze rivolte verso Piazza IV Novembre. Si può ipotizzare che ve ne fosse stato lo stesso numero alla fine del Trecento.

Si osservi la figura 1. Si pensa che il piano in questione sia quello segnato con la lettera h per due ragioni. La prima è la presenza di scale che conducono al solario nella “camera contigua alla precedente”(inventario del 1397), posta allo stesso piano. La seconda è che la stanza f era l'armarium del Comune (Cfr. C.CUTINI, Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.186) e la stanza g era la stanza “masseritiarum supra armarium” (Inventario del 1398, M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.151). Molto probabilmente questa stanza faceva parte di un unico appartamento insieme alla “camera che era collaterale” e alla “camera contigua alla precedente” (Inventario del 1397).





































































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La finestra verso la piazza è un'importantissima informazione per la localizzazione di questa stanza. Non essendoci elementi che lascino supporre che questa stanza si trovasse nel luogo dove oggi c'è la sala Podiani (rivolta per due lati verso la “piazza”) si può affermare che questo vano si trovasse nella porzione del palazzo anticamente occupato dalla chiesa di S. Severo (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23). In questa zona oggi ci sono varie stanze rivolte verso Piazza IV Novembre. Si può ipotizzare che ve ne fosse stato lo stesso numero alla fine del Trecento.

Si osservi la figura 1e. Si pensa che il piano in questione sia quello segnato con la lettera h per due ragioni. La prima è la presenza di scale che conducono al solario nella “camera contigua alla precedente”(inventario del 1397), posta allo stesso piano. La seconda è che la stanza f era l'armarium del Comune (Cfr. C.CUTINI, Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.186) e la stanza g era la stanza “masseritiarum supra armarium” (Inventario del 1398, M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.151 ). Molto probabilmente questa stanza faceva parte di un unico appartamento insieme alla “camera una volta del signor capitano con camino” e alla “camera contigua alla precedente” (Inventario del 1397).





































































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Sebbene manchino riferimenti rispetto all'esatta ubicazione di questa stanza si ipotizza che fosse rivolta anch'essa (come la stanza di cui è adiacente, la “camera che era collaterale”, Inventario del 1397) verso l'attuale Piazza IV novembre. Non essendoci elementi che lascino supporre che questa stanza si trovasse nel luogo dove oggi c'è la sala podiani (rivolta per due lati verso la “piazza”) si può affermare che questo vano si trovasse nella porzione del palazzo anticamente occupato dalla chiesa di S. Severo (cfr M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 23). In questa zona oggi ci sono varie stanze rivolte verso Piazza IV novembre. Si può ipotizzare che ve ne fosse stato lo stesso numero alla fine del Trecento.

Si osservi la figura 1. Si pensa che il piano in questione sia quello segnato con la lettera h per due ragioni. La prima è la presenza di scale che conducono al solario e la seconda è che la stanza f era l'armarium del Comune (Cfr. C.CUTINI, Archivi di palazzo in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, cit, pag.186) e la stanza g era la stanza “ masseritiarum supra armarium” (Inventario del 1398, M.R. SILVESTRELLI, Grandi cantieri e palazzi pubblici: l'esempio di Perugia, in Pouvoir et édilité: les grands chantiers dans l'Italie comunale et seigneurale, Ecole francaise de Rome, 2003, pag.151 ). Molto probabilmente questa stanza faceva parte di un unico appartamento insieme alla “camera una volta del signor capitano con camino” e alla “camera che era collaterale” (Inventario del 1397).





































































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La presenza di un chiostro è indicata fin dalle origine più antiche del palazzo (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 20). Ancora oggi un “chiostro” (un cortile interno a cielo aperto) si trova al quarto livello del palazzo. E' chiaro che per aumentare gli spazi abitativi la zona del primo chiostro (al piano terra) sia stata “riempita” con altre stanze nel corso dei secoli. Bisogna capire a quale livello si trovasse alla fine del trecento. Si ipotizza che in questo periodo il detto chiostro si trovi al primo perché tra la sala dei notari (appunto al primo livello) e il detto chiostro viene segnalata una porta “ad introitum claustri”, senza scale o altre indicazioni (ASCP, serie Inventari, n°16, carta 102r, inventario del 1399). Nello stesso inventario, sempre alla carta 102v, si segnala nel chiostro una scala di diciassette gradini “verso la stalla”. Quest'ultima, verosimilmente, si trova al piano terra e il chiostro non può trovarsi allo stesso livello, se è collegato a essa con una scala.





































































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Questa stanza è l'attuale sala dei notari (cfr. M.R. SILVESTRELLI, La storia del palazzo, in F.MANCINI a cura di, Il palazzo dei priori di Perugia, Quattroemme, Perugia, 1997, pag. 19-20). Ce lo confermano la denominazione “inferiore” (rispetto alla “sala superior magna”), le undici finestre e la “Hostia prima scalarum plathee” (Inventario del 1397).





































































Inventarium arnensium palatii habitationis domini potestatis





































































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In sala inferiori

  • Hostia porte mangne introytus sale cum chatraciono sera salescendolo ferri uno frustro catene cum stangha ligni et clavi
  • Due exetre versus platheam cum hostiis et una ex eis cum sera et chatracione
  • Schala francisscha lignea cum parapectis assidibus cum uno hostio conficto et remurato
  • Unum exbarratum cum hostiis exbarratis cum chatraciono cui exbarrato tamen deficiunt tres exbarre
  • Due trebes abietis longitudinis XL pedum pro qualibet, pro tirantibus tecti dicti palatii
  • Due letice fulcite pro famulis
  • Unum candelebrum ligni cum aliquibus ferris a capite et cippo in pede




































































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In camera subter scalam





































































Prima porta scalarum cum stangha ferri chatraciono duabus seris et una clavi





































































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In camorecta portanarii

  • Hostia cum stanghecta ferri et sera
  • Una leticha parvua
  • Unum scannum
  • Hostia ad porta scalarum lapidearum que tendunt ad salam superiorem cum sera et[27] chatraciono




































































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In coquina dicti palatii

  • Unum scannum grossum ubi inciduntur carnes
  • Una assis pro retinendo parassides
  • Una exetra ferrata cum hostio
  • Duo scannecti parvui
  • Quinque assides veteres
  • Hostia introytus cum sera clavi et stanghecta ferri




































































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In sala superiori dicti palatii





































































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In camera turris





































































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In cella dicti palatii contigua supra dicte sale





































































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In camera domini potestatis contigua sale

Unum scannum clausum cum predula iusta lectum
  • Una stangha
  • Unum rastellum copertum actum ad retinendum caputea
  • Item unum rastellum actum ad retinendum arma
  • Una stangha ad retinendum arma
  • Unum rastellum ad retinendum bacinecta
  • Una assis conficta ad murum cum rastello
  • Due exetre cum ostiis quarum una est inpannata et altera non
  • Hostium introitus sale absque serimina
  • Hostium intermedio alterius camere absque serimina
  • Hostia introytus dicte camere cum sera chatraciono et clavi




































































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    In camera contigua predicte signata per E





































































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    In camera militis sotii signata per F





































































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    In camera collacteralis signata per A





































































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    In camera signata per B





































































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    In camera signata per C

    • Una leticha cum spalleriis
    • Duo scanna[31] acta ad scribendum
    • Unum scannum actum ad sedendum
    • Una exetra ferrata cum hostiis
    • Unum telarium ad dictam exetram pro inpanando
    • Una stangha in muro
    • Due assides
    • Hostium introytus cum clavi sera et chatraciono




































































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    Camera singnata per G cum hostio introytus









































































































































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    In camera signata per I





































































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    In camera signata per K





































































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    In camera signata per L





































































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    In camera signata per M





































































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    In camera sygnata per N





































































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    In camera sygnata per O





































































    Una leticha pro famulis ante cameras superiores

    Una letica absque fundo ante cameras inferiores





































































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    In camera nova inferiori habitationis uxoris presentis domini potestatis

    • Unum scannum actum ad scribendum
    • Unum scannum actum ad sedendum cum pedibus amplis
    • Unum rastellum copertum pro retinendo caputea
    • Unum rastellum non copertum
    • Unum scanum novum cum pedibus amplis actum ad sedendum




































































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    In camera guardarobbe





































































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    Apud notarium extra ordinarium





































































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    In stabulis dicti palatii domini potestatis

    • Presepia a duobus lateribus per totum
    • Quatuor frustra restalleriorum supra dicta presepia
    • Presepia pro certa parte vesus[35] voltam Maiestatis
    • quatuo[36] stanghe mictende inter equos
    • Due exetre ferrate una cum hostiis et alia non
    • Hostia interiora cum una seratura
    • Hostium primi introytus[37] absque serrimina
    • Presepia stabuli primi introytus ab uno latere per totum, deficit tamen una assidum, octo pedum














































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    Inventarium monitionum et arnensium existentium in domo trabucchorum contigua plathee

    [...]

    Inventarium balistarum bombardarum et aliarum munitionum rerum et arnesium existentium in armarium balistarum dicti comunis

    [...]

    Inventarium rerum et superlectlium laborerii fontis plathee et ipsius aqueductus et cisternarum

    [...]

    S.T.

    Ego Honofrium quondam ser Ranutii de Honofrium quondam ser Ranutii de Perusio porte Solis porte Solis imperiali auctoritate notarius et nunc notarius dictorum They et Paulini offitialium predictorum interfui predictis confectioni assignationi et consissioni inventarii et ut supra legitur ea rogatus mandato dictorum offitialium subscripsi et publicavi





    Note

    [1]: Sono state omesse due parole incomprensibili, probabilmente depennate

    [2]: Segue una a depennata, attaccata alla parola successiva

    [3]: e sovrascritto ad a

    [4]: Così nel testo

    [5]: Segue una m depennata

    [6]: s sovrascritto a te

    [7]: Per longum

    [8]: Segue una s depennata

    [9]: Segue una p depennata

    [10]: o sovrascritta a i

    [11]: ti in sopralinea

    [12]: Segue segno depennato

    [13]: or in sopralinea

    [14]: Segue pa depennato

    [15]: e sovrascritta a i

    [16]: Per coperta

    [17]: azuro sovrascritto ad aurum, z in sovralinea

    [18]: Per viridis

    [19]: or in sopralinea

    [20]: a in sovralinea

    [21]: Così nel testo

    [22]: s sovrascritto a m

    [23]: or in sopralinea

    [24]: Segue c depennato

    [25]: Segno abbreviativo di consonante nasale superfluo

    [26]: Segue cum ripetuto

    [27]: Segue clavi depennato

    [28]: Per martello

    [29]: Due stanghe sovrascritto a Una stanga

    [30]: Segue ab depennato

    [31]: Segue ad sedendum depennato

    [32]: Segue sedendum depennato

    [33]: Segue mense depennato

    [34]: arum in sovralinea

    [35]: Per versus

    [36]: Per quatuor

    [37]: Segue cum depennato

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